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Alle spalle di Maratea si trova Padula (uscita Padula-Buonabitacolo della A3 Salerno-Reggio Calabria), dove sorge la grandiosa Certosa di S. Lorenzo, uno dei più importanti e meno conosciuti monumenti dell’Italia meridionale, la più grande certosa d’Europa.
L’intero agglomerato religioso si estende, con la chiesa, il convento, i chiostri, o cortili e giardini, per un’area di oltre 5 ettari. Per avere un’idea delle sue dimensioni e delle sue capacità ricettive, basti ricordare che nel 1535 Carlo V vi fu ospitato con tutto il suo seguito e i monaci dovettero preparare per sfamare tutti si dice una frittata di 1.000 uova.
La facciata, barocca, risale al ‘700 ed è adornata di statue di santi. La chiesa è ricca di altari e di cappelle e il complesso possiede cori, refettori, cucine, foresterie, biblioteche, ricche fontane e persino il cimitero. Qualcuno si ricorderà che vi fu ambientato il bellissimo film “C’era una volta” di Francesco Rosi con Sophia Loren e Omar Sharif.
Un secondo itinerario comprende l’altro versante italiano, quello ionico. Da Maratea a Metaponto che si affaccia sul Golfo di Taranto, la natura cambia completamente volto, il bosco cede lentamente il passo a pinete infinite e ad ampie distese di sabbia che si perdono nel mare, e tra la vegetazione di pianura si nascondono piccoli paesi. In questa natura ancora incontaminata vivono rari esemplari di tartaruga protetti nella Riserva naturale di Metaponto. E’ un altro tesoro di questa Regione: qui non troviamo più le frastagliate e dirompenti vedute dell’ Ovest, ma gli orizzonti sconfinati e lineari che guardano a Est.
A Metaponto, a nord della città moderna si trova l’antico sito archeologico di Metapontum (visite: estate 9-19, inverno 9-16). La città fu fondata dai greci nel VII secolo a.C., e gli scavi attuali
occupano un’area di 200 ettari circa, dove si possono ammirare i resti del parco di Apollo Licio che comprende il teatro ekklesiasterion del VI sec. a.C., il tempio di Apollo Licio, il tempio dedicato a Hera e quello eretto in onore di Atena.
Proseguendo lungo la statale si raggiunge Matera, città dei “Sassi”, o delle rocce da cui deriva l’antico nome. La città, di origine neolitica, ha due quartieri che la rendono famosa grazie anche alla pubblicazione di Carlo Levi, “Cristo si è fermato a Eboli”: Sasso Caveoso e Sasso Barisano. Due zone, le cui case sono grotte scavate nella parete del burrone sul quale si erge la città.

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